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Impianti Tecnologici ed Efficienza Energetica - Documento - 15/01/2021

Sentenza del Consiglio di Stato, Sezione V, n. 8030 del 15 dicembre 2020

In materia di principio di rotazione da applicare in sede di inviti alla procedura negoziata.

Nel caso specifico, l'aggiudicazione operata a favore del precedente gestore del servizio, era impugnata da un altro concorrente che lamentava la violazione da parte dell'ente appaltante del principio di rotazione.

In via preliminare il Collegio ricorda la ratio di tale principio, identificabile in primo luogo nell'esigenza di introdurre un contrappeso alla notevole discrezionalità di cui gli enti appaltanti godono in sede di scelta dei soggetti da invitare alle procedure negoziate.

Nel contempo, l'applicazione di tale principio ha l'obiettivo di evitare il consolidamento di rendite di posizione e di consentire la turnazione dei vari operatori economici nello svolgimento di determinate prestazioni.

Anche in questa logica, si pone il corollario del principio di rotazione consistente nella regola secondo cui alla procedura per il nuovo affidamento non va invitato il contraente uscente, al fine di evitare che lo stesso possa sfruttare le sue conoscenze pregresse per prevalere agevolmente sugli altri concorrenti.

Nell’esaminare la questione di specie, i giudici rilevano che il precedente affidamento e il relativo incarico avevano avuto per oggetto l'attività di manutenzione stradale, qualificata in termini di lavori, in considerazione della prevalenza degli interventi ex novo di segnaletica stradale, posti in essere a seguito di nuove esecuzioni di pavimentazioni stradali.

Invece il nuovo affidamento modifica questa impostazione, infatti, avendo ritenuto prevalente l'esigenza di mantenimento in sicurezza della rete stradale attraverso interventi di segnaletica, l'ente appaltante qualificava le relative prestazioni in termini di servizi.

Proprio in virtù della diversa configurazione delle relative attività, il Consiglio di Stato ha ritenuto che nel caso di specie non sussistesse identità di oggetto tra l'affidamento pregresso e quello nuovo.

Secondo i Giudici ne deriva che l’impresa aggiudicataria “non poteva indi giovarsi della posizione di vantaggio derivante dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento” e che, pertanto la mancata applicazione del criterio di rotazione sia considerarsi legittima.

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